SERVIZI
Lo studio si occupa di tutte le problematiche relative alla bonifica di amianto:
* Individuazione, controllo degli MCA;
* Compilaizone delle schede di censimento e accertamento;
* Incapsulamento;
* Bonifica;
COS'E' L'AMIANTO?
Amianto o asbesto è un materiale di origine minerale caratterizzato da una tipica struttura fibrosa che gli conferisce particolari proprietà:
1. resistenza elevata al calore;
2. resistenza al trattamento con acidi;
3. ottima caratteristica fonoassorbente e isolante;
4. resistenza alla trazione;
5. poca conducibilità elettrica;
copertura in ETERNIT
guarnizioni di gruppi flangiati
vecchie caldaie industriali
vecchie navi/traghetti/aliscafi
DOVE SI TROVA?
Per la verità negli edifici costruiti fino alla fine degli anni 80 lo si può trovare quasi ovunque; come rivestimento su strutture, come isolante nelle murature, negli isolamenti di impianti termici, caldaie e tubi, nelle coperture ( il cosiddetto eternit) e nelle tubazioni. Lo si può trovare anche nei pavimenti in linoleum, nelle guarnizioni dei termosifoni, nelle corde o trecce usate come isolante.
Molti sono stati gli usi nell'industria, lo si poteva trovare ad esempio nei ferri da stiro, come supporto per le resistenze o nei forni, come materiale coibente.
L'amianto di per se non è pericoloso: lo diventa quando viene disturbato dalla sua collocazione originaria per mezzo di alcuni fattori.
Fondamentalmente l' amianto è di due tipi: COMPATTO o FIOCCATO (FRIABILE).
Senza dubbio quello più pericoloso è il secondo, poiché libera le sue fibre in maniera continuativa; quello compatto, se in buono stato di conservazione lo può essere sicuramente meno.
copertura di capannoni
rivestimento di pareti e soffitto
canne fumarie
controsoffittatura in fibra di amianto
pavimento in vinil-amianto
circa 30.000 mq di lastre in cemento amianto "ETERNIT" a copertura di capannoni industriali
isolamento termico di tubazioni
serbatoi di accumulo acqua
tubazioni pluviale e fecale
PERCHE' E' PERICOLOSO?
Gli effetti della esposizione a MCA si verificano con malattie irreversibili all' apparato respiratorio; si tratta di gravi patologie come l'asbestosi o il carcinoma polmonare. ancora non si sa quale sia il meccanismo per cui l'amianto esercita il suo effetto cancerogeno; tuttavia si sa che tra l'esposizione e il manifestarsi di qualche patologia possono intercorrere anche 30 anni.
Purtroppo la certezza sulla correlazione tra amianto e tumori si è manifestata troppo tardi; solamente negli ultimi anni sono state prese delle disposizioni in merito per cui non è più possibile produrre e vendere materiali contenenti amianto.
In Italia lavorano l'amianto esclusivamente gli addetti agli interventi di bonifica, i quali sono esposti a concentrazioni anche molto elevate dal cui effetto nocivo si salvaguardano con sistemi di protezione individuali particolarmente restrittivi. Il problema più attuale è invece quanto possano influire sulla salute pubblica le esposizioni a livelli estremamente bassi che si verificano per la presenza dell'amianto in edifici, mezzi di trasporto, e in generale nell'ambiente di vita. Infatti, mentre per gli effetti non cancerogeni dell'amianto come nell'asbestosi, è possibile stabilire una soglia di esposizione, al di sotto della quale non vi è rischio di contrarre la malattia, allo stadio attuale delle nostre conoscenze non è possibile stabilire un limite altrettanto sicuro per il rischio di tumori. Questo non significa però che il rischio cancerogeno sia lo stesso per qualsiasi livello di esposizione.
A tutt'oggi per valutare gli effetti sulla salute determinati dalle basse esposizioni si fa ricorso a stime ottenute estrapolando i risultati di osservazioni epidemiologiche relative ad esposizioni a livelli molto più elevati, nelle quali si utilizzano modelli matematici non verificabili, che contengono elementi di arbitrarietà e sono affetti da un margine di errore spesso più ampio dell'entità dell'effetto che dovrebbero misurare.
Fin dal 1987 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato come limite raccomandato per la qualità dell'aria nelle città europee il valore di 1 f/l di amianto. A questo si ritiene che possa corrispondere un rischio di cancro polmonare pari ad 1 caso ogni 100.000 - 1.000.000 di persone ovvero un rischio di mesotelioma pari a 1 caso ogni 10.000 - 100.000 persone. Si tratta quindi di un rischio non nullo, ma certamente trascurabile rispetto a tutti gli altri fattori di rischio, anche letali, che qualsiasi individuo è inevitabilmente destinato ad incontrare nel corso di tutta la sua vita.
Patologie associate all'esposizione ad amianto
La consistenza fibrosa dell'amianto è alla base delle sue ottime proprietà tecnologiche, ma conferisce al materiale anche, purtroppo, delle proprietà di rischio essendo essa stessa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell'apparato respiratorio.
La pericolosità consiste, infatti, nella capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili: hanno infatti la tendenza a suddividersi longitudinalmente in fibrille sempre più sottili, hanno diametri sufficientemente fini (inferiori ai 3 micron) da essere respirate e penetrare profondamente negli alveoli polmonari.
Un' elevata resistenza ad acidi e ad alcali, conferisce alle fibre di amianto anche una straordinaria biopersistenza, cioè permangono negli alveoli polmonari per un tempo pressoché indefinito. Le fibre resistono all'attacco dei macròfagi, ma quelle di maggiore lunghezza (oltre 5 micron), non possono essere catturate dagli stessi che muoiono nel tentativo di eliminare le fibre di amianto inducendo una reazione infiammatoria che sta all'origine della lesione asbestosica.
Le fibre inalate con meno di 3 micron di diametro penetrano nelle vie respiratorie e permangono nei polmoni.
L' anfibolo, con fibre di morfologia rettilinea, ha una capacità di penetrazione più elevata, che diminuisce col crescere del diametro perché le fibre più sottili e aghiformi attraversano il tessuto polmonare, per effetto dei movimenti respiratori e facilmente raggiungono la pleura. Tale capacità di penetrazione è invece molto minore nel crisotilo per la sua forma ad esse allungata.Tra quelle trattenute nei bronchioli e negli alveoli, alcune più corte assorbite dai macrofagi, vengono trasportate fino ai gangli linfatici, alla milza e ad altri tessuti. Alcune di quelle che rimangono nei bronchioli e negli alveoli (in particolare gli anfiboli) vengono ricoperte da un complesso proteine/ferro e si trasformano nei "corpuscoli dell'asbesto".
Tutte le malattie da amianto insorgono a distanza di molto tempo dall'inizio dell'esposizione, dopo un periodo di latenza che dura 20 anni o più. Questo spiega perché gli effetti delle esposizioni avvenute nel passato si manifestino ancora oggi. Infatti nel Regno Unito circa 3000 persone muoiono ogni anno per malattie riconducibili ad esposizione all'amianto e le stime prevedono che questa cifra raggiungerà circa le 10.000 unità nel 2010. Il 25% di queste risulta aver lavorato in passato nell'edilizia o nel campo della manutenzione di edifici. In Svezia le morti dovute agli effetti ritardati dell'esposizione all'amianto (mesoteliomi pleurici) superano il numero totale dei decessi causati da incidenti mortali sul lavoro.
Il rischio per la salute è direttamente legato alla quantità ed al tipo di fibre inalate, alla loro stabilità chimica, ed ad una predisposizione personale a sviluppare la malattia.
Le malattie principali provocate dall'asbesto sono:
E' ormai descritto che l'amianto può rappresentare un rischio oltre che per i lavoratori che vi sono stati esposti, anche per i loro familiari, che possono respirare le particelle portate a casa ad esempio con gli abiti da lavoro.
Come per tutti gli agenti cancerogeni non esiste una "soglia" di sicurezza al di sotto della quale il rischio sia nullo. "L'esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va pertanto evitata" (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986).
Per le sue proprietà tossicologiche la pericolosità dell'amianto è da considerare in rapporto ai seguenti fattori di rischio:
CANCRO DEI POLMONI
L'amianto può determinare un effetto cancerogeno per il polmone. Questa patologia, contrariamente al mesotelioma, è frequente anche per altre cause. E' stata riscontrata una stretta relazione con la quantità totale di asbesto inalata e con l'abitudine al fumo di tabacco.
Il rischio di contrarre questo tumore nei non fumatori non esposti ad
asbesto risulta di 11 su 100.000 persone l'anno; nei non fumatori esposti ad asbesto risulta circa 5 volte superiore; nei fumatori che non sono esposti ad asbesto è circa 10 volte superiore, ed è addirittura oltre 50 volte superiore nei fumatori che sono anche esposti ad asbesto.
L'eliminazione almeno del fumo è quindi in grado di contribuire a ridurre la probabilità di contrarre tumori polmonari anche in lavoratori che sono stati esposti ad asbesto. Il cancro dei polmoni dovuto all'amianto non è clinicamente diverso da un cancro senza rapporto con l'esposizione a tale minerale.
MESOTELIOMA MALIGNO DELLA PLEURA
L'amianto può determinare un effetto cancerogeno anche per le membrane sierose (mesotelioma pleurico, cardiaco, peritoneale).
I mesoteliomi vengono ritenuti, vista la loro estrema rarità, il tumore "spia" di una esposizione ad amianto anche se in qualche caso tale tipo di tumore può verificarsi anche in soggetti per i quali non si riesce ad individuare all'anamnesi l'esposizione professionale.
Sono stati descritti casi di mesotelioma in persone residenti intorno a miniere di asbesto o nelle città sede di insediamenti industriali
con lavorazioni dell'amianto, in familiari venuti in contatto con le polveri accumulatesi sulle tute di lavoratori direttamente esposti.
L'esistenza di mesoteliomi nei residenti e nei familiari mostra che possono essere pericolose anche esposizioni a basse concentrazioni di asbesto. In genere il tempo di latenza (ovvero il tempo che intercorre tra l'esposizione ad amianto e la comparsa della malattia) è dell'ordine di decenni, generalmente non meno 25-30 anni e più dall'inizio dell'esposizione.
Restrizioni/divieti di impiego
1 - Ordinanza Ministero della Sanità 26/6/86: Restrizioni sulla Crocidolite
2 - Circolare Ministero della Sanità 1/7/86 n° 42: Tubazioni in Cemento Amianto
3 - Decreto del Presidente della Repubblica n. 215 del 24 maggio 1988 (pubblicato sul
supplemento ordinario alla G.U. 143 del 20/6/1988): Divieto Crocidolite con deroghe
4 - Decreto Legislativo 15/8/91 n° 277: Divieto uso amianto in alcune applicazioni
5 - Legge 27/3/92 n° 257: Superamento dell'uso dell'amianto
6 - Decreto Min. Amb. 12/2/97: Criteri per l'omologazione dei prodotti sostitutivi dell'amianto
7 - Direttiva 97/56/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20/10/97 recante sedicesima modifica della direttiva 76/769/CEE concernente il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri relative alle restrizioni in materia di immissione nel mercato e uso di talune sostanze e preparati pericolosi
8 - Direttiva 97/69/CE della Commissione Europea del 5/12/97 recante ventitreesimo adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose
9 - Legge 24/04/98 n° 128: Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla CEE (Legge Com. 1995-1997)
10 - Decreto Legislativo 25/07/06 n. 257 : Attuazione della Direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro
Protezione dei lavoratori
-Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965 (pubblicato nel supplemento ordinario alla G.U. n.257 del 13 ottobre 1965): Assicurazione contro l'asbestosi
- Decreto Interministeriale 18/4/73:
Obbligo denuncia dell'asbestosi
- Legge n° 780 del 27/12/75:
Revisione tabelle lavorazioni a rischio di asbestosi
- Decreto Ministeriale 16/10/86 Ministero Industria - Ministero Sanità:
Monitoraggio del rischio nelle attività estrattive dell'amianto
- Decreto Ministero del Lavoro 21/1/87:
Visite periodiche ai lavoratori a rischio asbestosi
- Decreto Ministero del Lavoro 20/6/88:
Premi assicurativi rischio asbestosi
- Decreto Legislativo 15/8/91 n° 277:
Protezione dei lavoratori dal rischio amianto
Prevenzione/Riduzione inquinamento ambientale
-Decreto Ministeriale del 12 febbraio 1971, aggiornato dal D.M. 05/09 del 1994 ( pubblicate sulla G.U. n.64 del 12/3/1971 e sulla G.U n.220 del 20/9/1994): Elenco industrie insalubri
- Decreto del Presidente della Repubblica 10/9/82 n° 915:
Rifiuti tossico-nocivi: amianto
- Delibera Comitato Interministeriale (pubblicata sul S.O. n. 52 alla G.U. n. 253 del 13/9/1984)
Smaltimento rifiuti T/N di amianto
- Circolare 10/7/86 n° 45 Ministero della Sanità:
Amianto in scuole e ospedali
- Decreto Ministero della Sanità 2/3/87:
Elenco industrie insalubri
- Decreto Ministero dell'Ambiente 26/4/89:
Catasto rifiuti speciali
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21/7/1989 (pubblicato sulla G.U. n.171 del 24/7/1989): Adeguamento emissioni in atmosfera
- Decreto Ministero dell'Ambiente 12/7/90:
Valori di emissione in atmosfera
- Circolare Regionale Assessorato alla Sanità 7/12/93 n° 42 :
Rimozione di coperture in cemento-amianto
- Decreto del Presidente della Repubblica 8/8/94:
Piani di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente
- Decreto Ministero della Sanità 5/9/94:
Elenco industrie insalubri
- Decreto Legislativo 17/3/95 n° 114:
Valori limite delle emissioni in atmosfera e negli effluenti liquidi
- Decreto Legislativo 5/2/97 n° 22:
Rifiuti (Decreto Ronchi)
- Decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio 5/2/2004
Modalità ed importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato dalle imprese che effettuano le attività di bonifica dei beni contenenti amianto
- Deliberazione 30 marzo 2004 del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio
Criteri e requisiti per l'iscrizione all'Albo nella categoria 10 - Bonifica dei beni contenenti amianto. (Deliberazione n. 01/Cn/Albo)
- Deliberazione 30 marzo 2004 del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio
Modulistica per l'iscrizione all'Albo nella categoria 10 - Bonifica dei beni contenenti amianto. (Deliberazione n. 02/Cn/Albo)
- Decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio 29/7/2004 n. 248
Regolamento relativo alla determinazione e disciplina delle attività di recupero dei prodotti e beni di amianto e contenenti amianto
Decreti applicativi del Decreto Legislativo 257/92
- Decreto Ministero della Sanità 6/9/94:
Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie.
(Circolare esplicativa 12/4/95 n° 7)
- Decreto Ministero della Sanità 26/10/95:
Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto nei mezzi rotabili.
- Decreto Ministero della Sanità 14/5/96:
Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto:
Allegato 1: Siti dismessi
Allegato 2: Prefabbricati contenenti amianto
Allegato 3: Tubazioni e cassoni per acqua potabile
Allegato 4: Classificazione e utilizzo "Pietre Verdi"
Allegato 5: Requisiti minimi per laboratori analisi
-DM 20 agosto 1999 : Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f) , della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto.
COSA SONO I M.C.A.
La parola MCA sta ad indicare Materiali Contenenti Amianto o MECA Materiali Edilizi Contenenti Amianto e sono tutti quei materiali che al loro interno contengono fibre di amianto.
ATTENZIONE ai segni di degrado: quando questi prodotti presentano delle rotture, degli attacchi da parte di agenti esterni o sono visibilmente degradati è molto probabile che rilascino fibre di Amianto; in questo caso è bene intervenire con interventi di bonifica, come l'incapsulamento, il confinamento o la rimozione, ad opera di ditte specializzate.
LA FIGURA DEL RESPONSABILE RISCHIO AMIANTO (R.R.A.)
I compiti dell' R.R.A. sono quelli di individuare, schedare e valutare gli MCA o MECA, fare controlli periodici e redigere una idonea documentazione.
L' R.R.A. in caso di bonifica, coordina dall'esterno se sono state rispettate tutte le procedure necessarie.
La valutazione del rischio va effettuata con apposite schede e tabelle che indicano le procedure da adottare quando si oltrepassano i limiti prefissati; vanno analizzate tutte le componenti, individuati gli MCA e valutata la loro pericolosità.






















